I ROM
E
FIRENZE


Rom, gli zingari,
originari dell'India,
sono 12 milioni in tutto il mondo. Gli otto milioni presenti in Europa
costituiscono la più grande minoranza. Isabel
Fonseca, giornalista americana e in passato vicedirettrice del Times
Literary Supplement, è autrice di Seppellitemi in piedi,
uno
studio sui Rom scritto dopo quattro anni di lavoro sul campo, a
stretto contatto
con loro. I Rom, assieme agli ebrei, sono gli
antichi
capri espiatori. Con gli ebrei uccisi nei campi di
concentramento.
Tradizionalmente i Rom non conservano memorie scritte, né esiste una tradizione orale. Le ricerche sulle loro origini hanno avuto inizio con una sistematica analisi filologica della loro lingua (Romanì), che è stata inequivocabilmente classificata come una lingua sanscrita appartenente alla famiglia indo-europea. Parole come dand (dente), mun (bocca), lon (sale), akha (occhi), khel (gioco) sono analoghe alle parole corrispondenti delle lingue indiane del nord-ovest, come il Punjabi e l'Hindi. Una riprova di questo è l'uso da parte degli stessi Rom della scala della musica bhairavi, come pure del ritmo del bol.
I Rom sono nati dal gruppo di tribù denominato Dom ancora oggi superstiti in India. Provvedono al loro sostentamento come musici erranti, fabbri, operatori ecologici, e canestrai. Nomadi, nel 950 d. C. dal nord-ovest dell'India emigrarono in Persia per invito dello Shah Behram Gur, che accolse 12.000 musici per allietare i suoi sudditi. Giunsero in Europa nel 1300 fuggendo dalla forzata conversione all'Islam da parte dei Turchi. Qui giunti furono accusati di essere le spie dei Turchi e ancora perseguitati.
La storia dei Rom in Europa è un cuore di tenebra, una storia di orrori così come si desume dai verbali e dai documenti dei processi. In Ungheria in un caso che coinvolse nell'orrore centocinquanta Rom, quarantuno furono torturati e costretti a confessare di essere cannibali, quindici uomini furono impiccati, sei sottoposti al supplizio della ruota, due squartati, diciotto donne decapitate, prima che Giuseppe II d'Asburgo ordinasse un'inchiesta che portò alla luce che le accuse nei loro confronti erano in realtà infondate, tutte le supposte vittime del cannibalismo erano ancora in vita. Durante la seconda guerra mondiale i Nazisti sterminarono circa cinquecentomila Rom. Nel Processo di Norimberga, i legali dei Nazisti argomentarono che il genocidio dei Rom fu giusto poiché condannati non quanto appartenenti ad una determinata razza (sono Ariani) ma in quanto criminali. Nessuno fu presente per parlare a favore degli zingari e il tribunale internazionale accolse tale giustificazione.
Studi sociologici attestano che i Rom commettono sì crimini ma non in misura maggiore rispetto agli altri. In Romania - paese dove vivono le più numerose comunità di Rom rispetto a qualsiasi altro paese - la percentuale delle detenzioni per atti criminosi che coinvolgono i Rom è pari all'11 %. E la loro popolazione in Romania? Corrisponde esattamente all'11%. I Rom in Romania non hanno un accesso paritario al sistema giudiziario. Sono addirittura maledetti dai pulpiti dalla Chiesa Romena Ortodossa. Sono loro i capri espiatori di tutti i mali. Le condizioni in cui vivono in questo paese sono di gran lunga più difficili di quelle dei Neri e degli Spagnoli negli Stati Uniti.
Gruppi Rom presenti a
Firenze:
- coloro i quali sono
definiti
Rom 'storici', residenti a Firenze e cittadini italiani;
- profughi musulmani
delle
guerre in Jugoslavia e in Macedonia che nel proprio paese possedevano
una casa. Come in Kosovo le case
sono state bombardate o confiscate. Attualmente
una parte di loro vivono al campo Rom noto come il "Poderaccio", il
loro capo è
un
Sufi che gestisce un bar senza la
vendita di alcolici;
- Rom originari della
Romania, cristiani ortodossi fuggiti dalle persecuzioni e dalla
povertà che osservano
i
precetti
della loro
Chiesa.Il venerdi non usano il sapone, non bevono latte,
anche quando
sono madri
allattanti,
la domenica non lavorano.
Sovente la polizia demolisce le
loro povere baracche, dimore improvissate e precarie, dove vivono
in gruppi familiari con madri e
bambini. In particolare questo riguarda i Rom rumeni che non
hanno un proprio campo, e anche i Rom
musulmani
nel caso in cui le baracche sono costruite senza autorizzazione
proliferando in genere a ridosso dei campi.
Come da tempi remoti i Rom
lottano per mantenere la
loro
libertà e custodire le loro famiglie. Non hanno un esercito,
non hanno un paese, amano la musica, hanno un
grande amore per
la bellezza unito alla saggezza della semplicità del vivere. La
loro bandiera è di colore verde per la terra, e azzurro per il cielo, al centro a congiungerli la
ruota
rossa di un carro. Vaclav Hacel in Praga ha affermato che l'approccio
verso i Rom
è
una prova limite e decisiva per testare una società civile.